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21/01/2012 7.57.59

Smog a Modena, la situazione rimane ancora critica

Ma gli sforamenti sono in calo del 20%

La Provincia ha comunicato che i superamenti delle concentrazioni delle polveri sottili nell'area di Modena, oltre il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, sono diminuiti del 20% nel triennio 2009-2011, rispetto al triennio 2006-2008.

Secondo quanto ha segnalato la Provincia questo calo è determinato dalle azioni messe in campo per ridurre lo smog e non dalle condizioni meteo. Nonostante questo nel 2011 è stato superato il numero massimo consentito ogni anno (35): nella centralina di via Nonantolana a Modena nel 2011 i superamenti sono stati complessivamente 90, otto in più rispetto agli 82 del 2010 (ma con 158 giornate sfavorevoli rispetto alle 129 del 2010); nel 2009 i superamenti erano stati 68 (125 le giornate sfavorevoli), 99 nel 2008 (130 giornate sfavorevoli), 120 nel 2007 (con 138 giornate sfavorevoli) e 124 superamenti nel 2006 (153 giornate sfavorevoli). Su questo delicato argomento si è espresso Stefano Vaccari , Assessore provinciale all'Ambiente che ha segnalato: "Questi numeri confermano l'efficacia delle azioni messe in campo per ridurre l'inquinamento, in particolare per migliorare la qualità del parco auto, la riduzione delle emissioni industriali e quelle dovute agli impianti di riscaldamento delle abitazioni.

E per migliorare ulteriormente gli interventi sarà necessario rivedere i diversi provvedimenti di limitazione del traffico".

Dalla sua parte, Simona Arletti , Assessore all'ambiente del Comune di Modena ha sottolineato: “La situazione è critica anche per il tasso di motorizzazione di Modena al di sopra della media nazionale: ben 64 auto ogni 100 abitanti compresi gli anziani e i neonati, un effetto del nostro livello socioeconomico.

Foto: Stefano Vaccari
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Per questo, senza una politica anche nazionale di forti incentivi al ricambio del parco veicoli, soprattutto quelli commerciali diesel che sono tra i più inquinanti, e senza l’apertura di un tavolo regionale con la società autostrade è difficile che gli interventi locali possano cambiare significativamente il quadro delle concentrazioni di polveri sottili”. In ogni modo, Arpa continua a ribadire che il principale responsabile delle emissioni di polveri resta il traffico.

Vittorio Boraldi, direttore dell'ente, ha dichiarato: “Nel Comune di Modena il 74,5% delle polveri viene prodotto dal traffico, di cui il 30% da quello autostradale, poi il 15% dall’industria e il 9% dal riscaldamento.

L’inceneritore di via Caruso contribuisce per uno 0,6%: 1,8 tonnellate all’anno rispetto alle 218 tonnellate annue del traffico e 73 dalle industrie”. Simili dati si verificano a Carpi con una quota maggiore, pari al 19%, dovuta al riscaldamento civile, il 6% e il 73% al traffico, con un contributo rilevante dell’Autobrennero, mentre nel distretto ceramico il 63,7% delle polveri sono prodotte dall’industria, il 28,7% dai trasporti e quasi il 7% dal riscaldamento.

Nel territorio provinciale, le percentuali sono ripartite in modo simile tra i tre settori con una leggera prevalenza (ma molto meno rispetto al comune di Modena) del traffico, che contribuisce per quasi il 38% alla produzione totale di polveri.

  
Foto: Simona Arletti
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