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ECONOMIA
01/02/2012 20.48.50

Monsignor Lanfranchi: “comportatevi da saggi perché i tempi sono cattivi”

In una splendida omelia l’arcivescovo ha spronato i modenesi ad uscire insieme dalla crisi

Dopo il corteo partito da Palazzo Municipale i festeggiamenti in onore del Patrono San Geminiano sono proseguiti con la Santa Messa in Duomo presieduta dall’arcivescovo Monsignor Antonio Lanfranchi , che ha benedetto con l’incenso le reliquie del braccio del Santo. Nella significativa omelia Mons.

Lanfranchi ha poi voluto lanciare un messaggio «comportatevi da saggi perché i tempi sono cattivi». Ecco i passi più significativi: “Carissimi, è bello e consolante essere riuniti anche quest’anno per la solennità del Santo patrono Geminiano nella nostra stupenda Cattedrale, la Domus clari Geminiani, la Casa di Geminiano, dove riposano le sue reliquie, per invocare la sua protezione sulle nostre famiglie, sulla nostra città.

La festa di S.

Geminiano è festa religiosa e civile.

E’ festa popolare.

E’ celebrazione dell’identità modenese, che nel Santo Patrono ritrova l’immagine ideale di se stessa, ravviva le sue radici, la sua origine, per trarre ispirazione per vivere il suo presente e sognare il suo futuro”. “Nella città romana in disfacimento, Geminiano ha saputo immettere la forza rinnovatrice del Vangelo, attingendovi concreti e forti ideali di vita e proponendoli ai suoi fedeli perché li assimilassero e facessero emergere , a servizio di tutti, autentici valori umani e sociali”. “Nel Messaggio alla città invito a porsi davanti alla crisi che stiamo attraversando cogliendola come un’opportunità per intraprendere la strada di una vita buona, superando la tentazione di subirla cadendo in una sterile lamentazione o peggio nella rassegnazione o rimanendo indifferenti come se la crisi non ci riguardasse”. “E’ commovente vedere il popolo modenese farsi pellegrino per onorare il Santo Patrono.

E’ il segno tangibile che in San Geminiano si riconoscono le proprie radici ed è il segno che si vuole rimanere attaccati alle radici, non solo perché sono le “nostre”, ma perché sono valide e vere”. “Sulla sommità della nostra meravigliosa Ghirlandina ci sono una sfera e una croce che ci ricordano come la fede aiuta i credenti a vivere ancorati al mondo, pienamente partecipi delle gioie e dei dolori di ogni uomo, disponibili a condividere il cammino di rinnovamento con tutti coloro che, animati da un desiderio sincero di verità, di giustizia e carità, intendono riaprire il proprio cuore alla speranza ed essere a loro volta portatori di speranza.

Foto: Antonio Lanfranchi
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La nostra torre, con il suo peculiare intreccio di funzioni religiose e civili, invita tutti a guardare in alto perché in una comunione e fraternità ritrovate e vissute si costruisca insieme la civiltà della verità e dell’amore”.

  
 
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