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POLITICA
17/03/2017 05:30:22

Possibile riapertura del Cie di Modena, il Comune non la esclude

Lo ha detto il primo cittadino

Mo24 - politica - possibile riapertura del cie di modena, il comune non la esclude lo ha detto il primo cittadino
Gian Carlo Muzzarelli ha risposto ad un'interrogazione presentata da Domenico Campana di Per me Modena e firmata anche da Marco Cugusi e Francesco Rocco di Mdp sull'eventuale riapertura del Cie di Modena.
Il primo cittadino di Modena ha detto: “Se la legge prevederà effettivamente l’ampliamento della rete dei Centri di Permanenza per i Rimpatri, il Comune di Modena valuterà la situazione alla luce di quattro criteri: garanzia assoluta del rispetto dei diritti umani e della dignità delle persone, che deve poter essere controllata anche dalle istituzioni del territorio; garanzia che negli eventuali centri sia impiegato personale qualificato e che non sia in nessun modo sottratto ai corpi dello Stato impegnati nella protezione dell’ordine pubblico sul territorio; che anzi i Corpi dello Stato della Provincia siano rafforzati in uomini e mezzi; che il miglioramento delle misure di prevenzione e repressione dei fenomeni illegali riconducibili all’immigrazione sia accompagnato da un ulteriore impegno, anche finanziario, su accoglienza e integrazione”.
“Al momento non sono pervenute al Comune di Modena richieste o segnalazioni formali”, ha risposto il sindaco sottolineando la necessità di rinviare ogni valutazione al momento della conversione in legge del Decreto che prevede appunto di modificare i Centri per l’Identificazione e l’Espulsione in Centri di Permanenza per i Rimpatri e di ampliare la rete su tutto il territorio nazionale, ovvero a dopo che il Parlamento avrà approfondito, discusso ed eventualmente modificato il provvedimento”.
“Al ministro Minniti, incontrato a Rom ho espresso alcune prime considerazioni: il Comune di Modena conferma l’impegno per l’accoglienza e l’integrazione di rifugiati e richiedenti asilo; sollecita Governo e Parlamento all’approvazione della legge sullo ‘ius soli’ come scelta di civiltà e mezzo di integrazione degli stranieri legalmente residenti; comprende la necessità di rendere effettivi i rimpatri e di tutelare maggiormente i cittadini italiani e gli immigrati nei confronti di illegalità e microcriminalità che possono proliferare in mancanza di un governo rigoroso e responsabile dei fenomeni migratori. Al Governo - ha concluso il sindaco - chiediamo soprattutto soluzioni nel pieno rispetto della dignità degli immigrati e della richiesta di legalità e sicurezza delle nostre comunità”.
Attualmente sono 1.371 i rifugiati e profughi presenti nei Cas, Centri di accoglienza straordinari, gestiti dalla Prefettura di Modena, erano 1.155 nel 2015. Inoltre, nell'ambito dei progetti Sprar del Comune di Modena, nel 2016 sono stati accolti 102 richiedenti asilo e rifugiati, di cui 43 usciti durante l'anno, e 14 minori di cui tre dimessi in corso d’anno e quattro nuovi arrivi. Ai richiedenti asilo accolti nello Sprar viene concessa l'iscrizione anagrafica a seguito del primo permesso di soggiorno; ciò non avviene per quelli accolti nei Cas.
Il progetto Sprar, adulti e minori, è gestito dal Comune tramite appalto attualmente assegnato al Consorzio Cooperative Sociali-Caleidos. Fino ad oggi i servizi gestiti dalla Prefettura sono stati affidati alle Coopertaive Caleidos e L’Angolo. È in corso la procedura per una nuova assegnazione e la Prefettura ha comunicato che sono state ammesse alla fase di valutazione delle offerte le Cooperative Sociali Caleidos e Leone Rosso e l’Associazione Centro Sociale Giovanni XXIII°.
Il Comune con Prefettura, Arcidiocesi, Unioni dei Comuni, Ufficio scolastico regionale partecipa a un Tavolo di approfondimento e raccordo; recentemente è stato rinnovato il “Protocollo per l'impiego degli stranieri richiedenti asilo nelle attività di volontariato” che sarà firmato nei prossimi giorni. Inoltre, il Comune ha promosso un’ulteriore azione di raccordo tra i sistemi di accoglienza Sprar e Cas con azioni volte a favorire l'emersione e la presa in carico di vittime di tratta e sfruttamento; mentre attraverso il progetto WelcHome - Affido in famiglia s’intende promuovere una cultura dell'accoglienza sul territorio cittadino con occasioni di informazione e confronto anche nelle scuole.
Concludendo il suo intervento, il Sindaco di Modena ha ricordato: “A seguito delle richieste dei Comuni, le ultime linee guida ministeriali hanno previsto una ripartizione delle presenze proporzionale alla popolazione residente e un meccanismo di compensazione tra lo Sprar e i Cas, per non sovraccaricare alcuni territori e per richiamare tutte le realtà al dovere della solidarietà. Anche per questo - ha concluso - non riteniamo possibile azzardare previsioni sugli sviluppi modenesi dei prossimi anni, pur sapendo che la situazione internazionale lascia presagire la continuazione del fenomeno se non la sua costante crescita”.


  
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Foto: Gian Carlo Muzzarelli
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