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CRONACA
06/02/2012 14.49.16

CGIL su esternalizzazioni: Legacoop spieghi come intende rispamiare

Lugli (Legacoop): con noi servizi all'infanzia meno costosi del 40%

Mo24 - cronaca - cgil su esternalizzazioni legacoop spieghi come intende rispamiare lugli (legacoop) con noi servizi all'infanzia meno costosi del 40%
Privatizzare, esternalizzare, dare in appalto: sono questi i concetti di questi giorni per trovare nuove risorse, o meglio per risparmiare.

E il Comune di Modena in questa direzione sembra volersi muovere.

Con il beneplacito delle Cooperative, e tanti dubbi da parte della CGIL.

Se infatti Lauro Lugli, Presidente di Legacoop Modena invita ad avere più coraggio sul fronte delle esternalizzazioni, Tania Scacchetti responsabile Welfare Segreteria Cgil Modena e Marco Bonaccini , segretario sindacato FP/Cgil Modena, temono per le garanzie date ai lavoratori sul loro reddito in un'ottica di risparmio. Le preoccupazioni sono dovute ad alcune affermazioni di Lugli sul fronte dell'esternalizzazione di una serie di servizi educativi e socio-assistenziali: "A più riprese i contrari a questa ipotesi - afferma Lugli - hanno difeso il mantenimento della gestione in capo al Comune in nome della tutela della qualità dei servizi e dei rapporti di lavoro del personale addetto, paventando il rischio che dietro tariffe più basse si celino minore qualità delle prestazioni e forme di lavoro penalizzanti e illegali.

Ebbene, Legacoop Modena ribatte a queste preoccupazioni chiarendo con fermezza che esse non possono, in alcun modo, riguardare il vasto ambito delle cooperative sociali: imprese per natura vocate alla salvaguardia della stabilità dell’occupazione e delle condizioni di lavoro dei loro soci e dipendenti, e alla difesa della qualità dei servizi" E tutto ciò a fronte di un grande risparmio: "il differenziale tra il costo a bambino in una Scuola d’Infanzia Comunale - puntualizza Lugli - e quello in una Convenzionata, senza considerare l’eventuale ammontare della quota dei contributi a carico delle famiglia, è superiore al 40%; così come nei Nidi, dove tale percentuale sale vicino al 45/50%".

Affermazioni che suscitano stupore fra le file della CGIL: "Sono Servizi, non scordiamolo, che per numero e qualità mettono Modena fra i modelli da imitare.

- ricordano Scacchetti e Bonaccini - Privatizzare in senso stretto, senza dubbio, fa veramente risparmiare alla finanza pubblica, ma in questa ipotesi il Comune smette di garantire in modo universale un certo tipo di servizio e lascia che il cittadino “liberamente” acquisti sul mercato il servizio pagandolo interamente di tasca propria.

E’ certo, pensiamo di non essere smentiti, che i cittadini, o non sarebbero in grado di accedere al servizio, o lo pagherebbero molto di più.

Forse invece Lugli si riferisce alla possibilità di esternalizzare la gestione di un maggior numero di servizi rispetto a quello attuale.

Il Presidente Lugli sostiene che molti studi certificano che il costo-bambino in una struttura gestita dalla cooperazione sia il 40% in meno rispetto al costo sostenuto dal Comune, rispettando regole, standard, contratti e leggi.

Foto: Marco Bonaccini
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A ciò si deve aggiungere poi il giusto compenso per l'attività di impresa". Garantire qualità e universalità, mantenendo il livello di reddito dei dipendenti secondo CGIL apre due ipotesi:"Detta così - ipotizzano i rappresentanti della CGIL - i più potrebbero pensare che, o il pubblico sperpera nel sistema dei servizi un sacco di soldi dei cittadini (e altrettanti studi dimostrano che così non è) o che le condizioni di lavoro economiche e contrattuali dei dipendenti pubblici siano un privilegio non più accettabile nella società di oggi (un educatore di nido pubblico percepisce circa 1.200 euro al mese ….).

Se lo si pensa occorre dirlo con chiarezza e assumersi la responsabilità di questa affermazione.

Altrimenti è necessario ammettere che, senza cadere nella illegalità, a parità di professionalità e di competenze espresse, esiste un gap economico e normativo di rilievo per i dipendenti della cooperazione; e anche che a tutt'oggi il supporto economico, funzionale, logistico assicurato dal Comune ha consentito un risparmio ai soggetti gestori.

Tolti questi due fattori forse il costo-bambino non sarebbe tanto diverso..." Ora alle Coop la risposta: quale sarebbe la voce che fa risparmiare così tanto?

  
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