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<title>Mo24.it - Read last 12 notice on Mo24.it - SANITA</title>
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<description>Mo24.it - Read last 12 notice on Mo24.it - SANITA</description>
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<title>Mo24.it - Read last 12 notice on Mo24.it - SANITA</title>
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<title><![CDATA[Seminario &#8220;Tabaco e alcol: le interferenze dell'industria&#8221; a Modena]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/22/notizie/seminario_tabaco_alcol_industria_modena-1210276.html]]></link>
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<description><![CDATA[Il seminario si tiene il 24 maggio nell&#8217;Aula P01 del Centro Didattico Interdipartimentale della Facolt&#224; di Medicina e Chirurgia. &#8220;Tabacco e alcol: le interferenze dell&#8217;industria&#8221;. Questo &#232; il titolo del seminario che si tiene gioved&#236; 24 maggio nell&#8217;Aula P01 del Centro Didattico Interdipartimentale della Facolt&#224; di Medicina e Chirurgia (Policlinico, via del Pozzo), organizzato dal Centro AntiFumo interdipartimentale dell&#8217;Azienda Ospedaliero &#8211; Universitaria Policlinico di Modena (CAF(I)) nell&#8217;ambito delle iniziative della Giornata Mondiale Senza Fumo che si celebra il 31 maggio e che ha come tema proprio Le interferenze dell&#8217;industria del tabacco. La campagna si concentrer&#224; sulla necessit&#224; di denunciare e contrastare i tentativi sempre pi&#249; aggressivi dell'industria del tabacco di indebolire la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco dell'OMS. Mentre un numero sempre maggiore di paesi, infatti, si sta adeguando agli obblighi previsti dalla convenzione quadro dell'OMS, gli sforzi dell'industria del tabacco per indebolire il trattato stanno diventando sempre pi&#249; forti. Ad esempio, le industrie tentano di fermare l'adozione delle avvertenze sanitarie con pittogrami sui pacchetti di sigarette, denunciando i Paesi ai sensi dei trattati bilaterali per gli investimenti, sostenendo che gli avvertimenti incidono sulla possibilit&#224; delle societ&#224; di usare i loro marchi legalmente registrati.
Si comincia gioved&#236; 24 maggio alle ore 8,45, con l&#8217;introduzione del Seminario da parte del prof. Luigi Alberto Pini, Responsabile del CAF(I) e col saluto del Direttore Generale del Policlinico di Modena, dottoressa Kyriakoula Petropulacos, e del Magnifico Rettore dell&#8217;Universit&#224; degli studi di Modena e Reggio Emilia, prof. Aldo Tomasi. L&#8217;iniziativa si inserisce nel programma Non farti stendere dall&#8217;alcol e nel mese di prevenzione alcologica. Le indicazioni regionali mirano ad una unificazione delle attivit&#224; di prevenzione delle dipendenze da alcool e fumo tenuto conto di come la maggioranza degli etilisti (70-80%) sono anche fumatori. Il Centro Antifumo del Policlinico applica il protocollo regionale sul ricovero dei pazienti con dipendenza da alcool, e ha attivato nel 2011 un Day Hospital alcologico e, da quest&#8217;anno, due letti di degenza per il trattamento di questi pazienti, di cui &#232; referente la dottoressa Simona Guerzoni. Il Centro Antifumo del Policlinico ha anche lanciato, nel 2011, il progetto, finanziato nell&#8217;ambito del bando ministeriale per la ricerca finalizzata, sul Ruolo della subunit&#224; alpha6 del recettore nicotinico nella dipendenza da tabacco, affidato a Michele Zoli, che tra i suoi scopi ha quello di indagare meccanismi biologici della dipendenza e quindi anche il legame tra dipendenza dall&#8217;alcol e dipendenza dal fumo.]]></description>
<pubDate><![CDATA[22/05/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Nuova residenza per anziani con disagio psichico a Modena]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/18/notizie/nuova_residenza_anziani_disagi_psichico-1210190.html]]></link>
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<description><![CDATA[La residenza si trova all&#8217;interno della Polisportiva Sacca di Modena. Struttura unica a livello nazionale: offre agli ospiti la possibilit&#224; di vivere in un luogo aperto, accogliente e con molte opportunit&#224; di socializzazione. Progetto realizzato grazie alla collaborazione fra cooperativa Aliante, Polisportiva Sacca, Comune, Dipartimento di salute mentale. La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha finanziato l&#8217;intervento con un milione di euro.
Una nuova residenza per anziani con disagio psichico costruita all&#8217;interno della Polisportiva Sacca di Modena. Una struttura che per le sue caratteristiche &#232; unica a livello nazionale: non &#232; la classica residenza sanitaria per pazienti psichiatrici, ma una vera e propria casa che offre agli ospiti la possibilit&#224; di vivere in un luogo aperto, accogliente e con molte opportunit&#224; di socializzazione.
La nuova struttura, che sar&#224; inaugurata domani 19 maggio, nasce grazie alla collaborazione di numerosi enti e istituzioni del nostro territorio. Alla realizzazione del progetto hanno infatti collaborato la cooperativa Aliante che ha costruito la residenza e la gestisce, la Polisportiva Sacca, il Comune di Modena, il Dipartimento di salute mentale dell&#8217;azienda sanitaria, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che ha finanziato l&#8217;intervento con un milione di euro.
La residenza ospita gi&#224; sette anziani con disagio psichico, persone che provengono da un lungo percorso manicomiale, alle quali viene adesso data la possibilit&#224; di abitare in un luogo che &#232; allo stesso tempo protetto e aperto alle possibilit&#224; di socializzazione con la comunit&#224; locale. La gestione &#232; affidata a personale specializzato della cooperativa Aliante: c&#8217;&#232; una coordinatrice esperta in attivit&#224; assistenziali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e operatori socio sanitari.
&#8220;La realizzazione della residenza nella Polisportiva Sacca &#232; un passo significativo verso quanto indicato dalla normativa regionale e dal Pal, il Piano attuativo locale, che ha tra i suoi obiettivi la razionalizzazione dell&#8217;offerta residenziale in direzione della bassa intensit&#224; assistenziale sanitaria e socio-sanitaria&#8221; afferma il direttore del Dipartimento di salute mentale dell&#8217;Azienda USL di Modena Fabrizio Starace. &#8220;Questo progetto &#232; il frutto di una forte coesione sociale resa possibile dal coinvolgimento di tanti attori del settore pubblico, della cooperazione sociale e del volontariato. Strutture come questa dimostrano in modo concreto che &#232; possibile integrare le persone che esprimono un disagio e una sofferenza psichica all&#8217;interno dei normali contesti di vita e che per loro &#232; possibile un percorso di riappropriazione della propria dignit&#224; e autonomia&#8221;.
Le caratteristiche della residenza
L&#8217;abitazione si trova all&#8217;interno dell&#8217;area della Polisportiva Sacca di via Paltrinieri, ha un unico piano, &#232; priva di barriere architettoniche ed &#232; in grado di accogliere fino a 12 persone: &#232; costruita seguendo canoni di ecocompatibilit&#224; e risparmio energetico. Ha una superficie di circa 450 metri quadrati ed &#232; circondata da oltre 800 metri quadrati di area verde che permettono la vita all&#8217;aria aperta. Una soluzione abitativa che consente agli ospiti di partecipare a occasioni di socializzazione, senza doversi allontanare troppo da &#8220;casa&#8221; e senza dover necessariamente essere accompagnati dall&#8217;operatore.
Il progetto residenziale nasce dalla necessit&#224; di far fronte alle nuove esigenze delle persone accolte in seguito alla chiusura dell&#8217;ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia nel 1998. All&#8217;epoca la cooperativa Aliante, in accordo con l&#8217;Azienda, ha gestito l&#8217;accoglienza di questi pazienti in un contesto residenziale urbano. Venne scelta una collocazione nel centro di Modena per agevolare l&#8217;interazione delle persone con il territorio e favorire gli spostamenti autonomi. Con il trascorrere degli anni le autonomie di questi ospiti sono drasticamente calate a causa dell&#8217;avanzamento dell&#8217;et&#224;: alle problematiche legate al lungo percorso di istituzionalizzazione si sono associate problematiche imputabili alle patologie dell&#8217;anziano. La centralit&#224; della zona abitativa si &#232; trasformata da risorsa in vincolo: le strade molto trafficate hanno ben presto costretto gli operatori ad accompagnare sempre di pi&#249; e ovunque gli ospiti nei loro spostamenti, esponendoli cos&#236; nuovamente a un rischio ulteriore di isolamento e riduzione delle loro autonomie di spostamento. Si &#232; allora pensato alla possibilit&#224; di creare una situazione abitativa pi&#249; funzionale a persone con autonomie personali e sociali ridotte, ma pur sempre un luogo &#8220;non istituzionale&#8221; e possibilmente comodo a occasioni di socializzazione per ridurre il rischio di emarginazione.]]></description>
<pubDate><![CDATA[18/05/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[A Modena progetti e interventi sull'autismo per 173 bambini]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/17/notizie/progetto_intervento_bambini_autismo-1210170.html]]></link>
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<description><![CDATA[Insegnanti, educatori e famiglie a confronto sabato 19 in un seminario a Memo. Sono 173 i bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico che frequentano le scuole della provincia di Modena. Dei progetti e degli interventi in atto negli istituti modenesi, in particolare nelle scuole d'infanzia, si parler&#224; sabato 19 maggio dalle 9 in poi al Multicentro educativo Memo in via Jacopo Barozzi 173, in un seminario aperto a insegnanti, educatori, operatori sociali e famiglie..
In particolare, a Modena sono 86 gli educatori e insegnanti di 5 scuole della provincia che negli ultimi due anni scolastici hanno partecipato a corsi di formazione sui disturbi dello spettro autistico nei bambini sotto i 6 anni: uno di livello base sul tema del gioco, l'altro di livello avanzato sulla comunicazione aumentativa, uno strumento utilizzato per migliorare le abilit&#224; e le capacit&#224; di persone con disturbi dello spettro autistico. Il progetto formativo, in fase sperimentale, ha coinvolto due nidi (Arcobaleno di Cognento e Azzurro di Castelnuovo Rangone) e tre scuole d&#8217;infanzia (san Giuseppe di Sozzigalli, Dante Alighieri di Modena e sant&#8217;Agostino di Sassuolo). Dopo una valutazione sui risultati, la formazione potr&#224; essere estesa a insegnanti di altre scuole e utilizzata anche per intervenire su differenti disabilit&#224;.
I disturbi dello spettro autistico sono caratterizzati da comportamenti ripetitivi, problemi di interazione sociale, sviluppo alterato delle capacit&#224; di comunicazione e del gioco. Si va dalle forme pi&#249; gravi, associate anche a ritardi cognitivi, a quelle pi&#249; lievi come la &#8220;sindrome di Asperger&#8221;.
A livello nazionale si stima che le forme classiche di autismo colpiscano dalle 10 alle 13 persone su 10 mila, mentre se si considerano tutti i disturbi dello spettro autistico, includendo quindi anche le forme con sintomi pi&#249; lievi o variabili, la stima sale a 40 o 50 casi ogni 10 mila persone. Nelle scuole statali dell'Emilia-Romagna, secondo i dati raccolti a febbraio 2012, gli alunni con diagnosi di autismo sono 1.160, un valore che rappresenta il 9,7% dei ragazzi disabili e lo 0,22% della popolazione scolastica. I dati modenesi parlano di 173 alunni in provincia: 24 alla scuola dell'infanzia, 73 alle elementari, 34 alle medie e 42 alle superiori.
Descritto in ogni ambiente sociale e in tutte le popolazioni, l'autismo si manifesta in prevalenza nei maschi, in misura da 3 a 4 volte superiore alle femmine. Pu&#242; essere diagnosticato in modo attendibile per lo pi&#249; entro il terzo anno d&#8217;et&#224; e, in alcuni casi, entro i 18 mesi. Di solito sono i genitori a notare per primi nei loro figli dei comportamenti insoliti, ma accanto alle famiglie occorre la presenza di altri soggetti in grado di fornire sostegno.
Il seminario di sabato &#232; organizzato dal Multicentro educativo Memo del Comune in collaborazione con il Coordinamento pedagogico provinciale, il Centro per l'autismo dell'azienda Usl, l'Ufficio scolastico di ambito territoriale per la provincia di Modena e la Regione Emilia-Romagna. Interverranno i rappresentanti di Aut aut, associazione famiglie con portatori di autismo di Modena. Il materiale sar&#224; disponibile on line sul sito di Memo (www.comune.modena.it/memo) e sul portale dedicato alla documentazione su disabilit&#224; e sostegno (www.integrazionedisabilita.it).]]></description>
<pubDate><![CDATA[17/05/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Energia per la Scuola Cittadella dal cavalcavia Cialdini a Modena]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/17/notizie/energia_scuola_cavalcaia_fotovoltaico-1210167.html]]></link>
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<description><![CDATA[Il nuovo progetto di architettura fotovoltaica installato permetter&#224; di recuperare il 40% dei consumi elettrici del complesso scolastico. A Modena si inaugura un innovativo progetto di architettura fotovoltaica che integra sulla barriera antirumore del cavalcavia Cialdini ben 80 moduli fotovoltaici che produrranno energia per la Scuola elementare Cittadella garantendo un risparmio annuo del 40% sui consumi elettrici. Sono 11,30 le tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera grazie a questo accorgimento in un anno. L&#8217;idea dell&#8217;impianto risale a qualche anno fa quando il Comune di Modena, sfruttando un&#8217;opportunit&#224; messa a disposizione dal Ministero dell&#8217;Ambiente, promuove un concorso di idee rivolto a staff di progettazione che propongano impianti fotovoltaici che si integrino e valorizzino architettonicamente il paesaggio urbano. Il concorso ha un grande successo e il progetto vincitore, firmato dall&#8217;Architetto Bruno Valentino di Castelfranco Emilia, viene selezionato anche dal Ministero dell&#8217;Ambiente come &#8220;Impianto fotovoltaico ad alto pregio architettonico per le sue caratteristiche innovative&#8221;. Nella primavera 2011 hanno inizio i lavori, affidati attraverso gara d&#8217;appalto all&#8217;azienda Elettrotek.
Una particolare cura &#232; stata posta dai progettisti nel calibrare gli elementi architettonici nel design complessivo della struttura in modo da integrarli armonicamente con la barriera acustica gi&#224; esistente che viene potenziata e ottimizzata con nuovi schermi metallici. Ognuno degli 80 moduli fotovoltaici &#232; dotato di un giunto girevole che permette di orientare i singoli pannelli nella loro posizione ottimale, permettendo di ottenere sempre la massima resa del pannello durante l&#8217;arco dell&#8217;anno. La struttura &#232; dotata di dettagli cromatici rosso vivo per una maggiore gradevolezza visiva e durante la notte si illumina di azzurro attraverso dei led luminosi a basso consumo.
I pannelli solari fotovoltaici hanno una potenza di picco di 19,20 Kwp e producono 22.000 Kwh in un anno che saranno utilizzati per coprire parte dei consumi elettrici della Scuola elementare Cittadella che vedr&#224; ridursi i costi di energia elettrica del 40%. Un sistema di controllo remoto permetter&#224; al Comune di Modena di monitorare in ogni momento l&#8217;energia prodotta e scambiata con la rete elettrica. Il costo complessivo dell&#8217;opera &#232; di 115.000 euro coperti in parte da un co-finanziamento della Regione Emilia Romagna.
&#8220;L&#8217;impianto architettonico fotovoltaico del cavalcavia Cialdini &#232; uno dei progetti che compongono il piano di sviluppo di Modena Energy City per il 2020 cos&#236; come l&#8217;abbiamo impostato nel Piano d&#8217;Azione per l&#8217;Energia Sostenibile approvato lo scorso luglio&#8221; afferma Simona Arletti, assessore all&#8217;Ambiente del Comune di Modena &#8220;L&#8217;obiettivo che ci siamo posti &#232; quello di ridurre del 20% le emissioni di CO2 in atmosfera e di ridurre del 20% il fabbisogno di energia elettrica. Questa realizzazione &#232; soltanto uno dei passi fatti in quella direzione, ma rappresenta una modo diverso di intendere il fotovoltaico: non abbiamo qui solo i pannelli per la produzione di energia, ma un impiego di pregio estetico integrato con il paesaggio urbano. Si tratta, infatti, di uno sguardo su quello che sar&#224; lo sviluppo futuro delle energie rinnovabili nei contesti cittadini&#8221;.]]></description>
<pubDate><![CDATA[17/05/2012]]></pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[A Modena un convengo nazionale sulla sclerosi laterale amiotrofica]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/16/notizie/convengo_nazionale_sclerosi_laterale-1210149.html]]></link>
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<description><![CDATA[In Emilia-Romagna, ogni anno, si contano circa 120 nuovi casi di Sclerosi Laterale Amiotrofica. In Emilia-Romagna, ogni anno, si contano circa 120 nuovi casi di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), la malattia neurodegenerativa che causa la paralisi della muscolatura scheletrica e la compromissione progressiva dei movimenti, della parola, della deglutizione e della respirazione. Tra il 2009 e il 2011, sempre a livello regionale, i pazienti a cui &#232; stata diagnosticata la SLA sono stati 340. Soltanto nella provincia di Modena sono 66 i nuovi casi accertati (pari al 19,4% del totale) nell&#8217;ultimo triennio. Ci&#242; significa che il tasso d&#8217;incidenza sulla popolazione &#232; pari a 2,5/3 casi ogni 100mila abitanti. Un fenomeno in crescita, per cui &#232; stato istituito, nel 2009, un Registro SLA Emilia-Romagna che a oggi coinvolge 17 Unit&#224; Operative di Neurologia in 9 province.

Proprio di questi temi parler&#224; il convegno "Update regionale sulla SLA" in programma a Modena, presso la Camera di Commercio (via Ganaceto 134), venerd&#236; 18 maggio (dalle 9.00 alle 17.30). L&#8217;obiettivo dell&#8217;incontro, a cui parteciperanno alcuni tra i pi&#249; importanti studiosi italiani della Sclerosi Laterale Amiotrofica, &#232; di fornire un completo aggiornamento in ambito genetico, diagnostico, clinico e terapeutico sulla malattia.

La scelta di organizzare questo importante evento a Modena non &#232; un caso, se si considera che presso il Nuovo Ospedale S. Agostino-Estense opera uno dei centri d&#8217;eccellenza per l&#8217;assistenza, la cura e la ricerca di questa particolare patologia neurodegenerativa. Presso la Clinica Neurologica di Baggiovara diretta dal prof. Paolo Nichelli, infatti, grazie alla stretta sinergia tra Azienda Usl di Modena e Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico, vengono seguiti pi&#249; di 100 pazienti ogni anno, prendendo in carico, spesso, anche persone provenienti da altre province e regioni. &#8220;Per monitorare i casi di SLA &#232; stata organizzata appositamente un&#8217;equipe multidisciplinare composta da neurologi, dietisti, psicologi, pneumologi, fisiatri, logopedisti e palliativisti ed altri specialisti in base alle necessit&#224; del paziente&#8221; spiega la dottoressa Jessica Mandrioli della Clinica neurologica. &#8220;Oltre all&#8217;attivit&#224; di assistenza, l&#8217;Unit&#224; Operativa di Baggiovara &#232; impegnata anche nella ricerca, specialmente per quanto riguarda gli studi epidemiologici e i fattori di rischio ambientale legati alla SLA. Il gruppo di lavoro fa parte, inoltre, del Consorzio ITALSGEN che si occupa di studiare la componente genetica nell&#8217;insorgere della SLA&#8221;.

In occasione del convegno sar&#224; presentata anche l'attivit&#224; svolta dalla Consulta sulle Malattie Neuromuscolari, che negli ultimi anni ha lavorato per mettere in luce le maggiori criticit&#224; assistenziali delle diverse province della regione, fornendo indicazioni per lo sviluppo e il miglioramento dei percorsi di cura e assistenza. Il meeting consentir&#224; infine di presentare gli importantissimi dati statistici raccolti proprio dal Registro SLA della Regione Emilia-Romagna, un&#8217;esperienza maturata in parallelo con altre 4 regioni italiane, partendo dal primo Registro istituito nel 1995 in Piemonte.]]></description>
<pubDate><![CDATA[16/05/2012]]></pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[Record di trapianti di fegato al Policlinico di Modena]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/10/notizie/record_trapianti_fegato_policlinico_mo-1210037.html]]></link>
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<description><![CDATA[Dall'inizio dell'anno al Policlinico di Modena sono stati effettuati 20 trapianti dall'inizio dell'anno. Record di trapianti di fegato effettuati dall&#8217;inizio dell&#8217;anno presso l&#8217;Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena. Sono 20 gli interventi effettuati dall&#8217;inizio dell&#8217;anno, nello stesso periodo del 2011 erano stati 10. Il dato &#232; ancora pi&#249; significativo se consideriamo che nel corso del 2011 il Centro Trapianti del Policlinico ha eseguito 31 trapianti di fegato - di cui uno fegato-rene. Le loro condizioni cliniche sono soddisfacenti. Tra questi &#232; presente anche un paziente Testimone di Geova, trapiantato senza ricorrere a trasfusioni di emocomponenti nel rispetto delle convinzioni religiose del paziente. Il Policlinico di Modena in questi ultimi anni ha sviluppato percorsi dedicati al trattamento chirurgico di patologie oncologiche addominali in favore di pazienti testimoni di Geova. Due pazienti erano affetti da co-infezione HIV, per i quali il Policlinico di Modena costituisce uno dei centri di riferimento a livello nazionale.
Dei pazienti trapiantati, 14 sono uomini e 6 donne. Il Centro Trapianti del Policlinico, diretto dal prof. Giorgio Enrico Gerunda, aveva cominciato la sua attivit&#224; gi&#224; a capodanno trapiantando il fegato a una modenese di 62 anni affetta da una grave insufficienza epatica, portata in sala operatoria alle 8 di mattina e operata dai chirurghi prof. Fabrizio Di Benedetto, dal dottor Nicola De Ruvo e dal dottor Giuseppe Tarantino, assieme all&#8217;anestesista prof. Bruno Begliomini.
&#8220;Si tratta di un risultato eccezionale &#8211; ha commentato il Direttore sanitario del Policlinico, dottor Anselmo Campagna &#8211; che premia il grande lavoro svolto dai chirurghi, dagli anestesisti, dai gastroenterologi e dagli infettivologi del Policlinico che giornalmente gestiscono il paziente prima, durante e dopo l&#8217;intervento. Premia anche la professionalit&#224; del personale infermieristico del Blocco Operatorio ed in generale di tutta la complessa macchina organizzativa che sta dietro ad attivit&#224; cos&#236; complesse. Grande merito va al prof. Gerunda che ha saputo consolidare le attivit&#224; del Centro in questi anni, contestualmente formando una equipe altamente specializzata di chirurghi. Questo gruppo di professionisti &#232; il miglior viatico per il futuro di questo Centro che costituisce una delle eccellenze del nostro Policlinico&#8221;.]]></description>
<pubDate><![CDATA[10/05/2012]]></pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[Associazione Cernobyl in Bielorussia]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/07/notizie/associazione_cernobyl_bielorussia_visita-129974.html]]></link>
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<description><![CDATA[L&#8217;associazione di Formigine, Fiorano e Maranello in Bielorussia per progetti di solidariet&#224;. Una delegazione dell&#8217;associazione Chernobyl di Formigine, Fiorano e Maranello &#232; rientrata dalla Bielorussia dove ha incontrato i bambini che saranno accolti a luglio dalle famiglie dell&#8217;associazione per un mese di risanamento e visite mediche. L&#8217;obiettivo del viaggio era anche quello di sviluppare progetti di micro-cooperazione con alcune scuole, con la struttura dei disabili di Braghin e con l&#8217;ospedale pediatrico della citt&#224; di Gomel.
Era presente anche il Vicesindaco di Formigine Antonietta Vastola per concludere il progetto di aiuto alla scuola del villaggio di Malozhin attraverso il ricavato della vendita del libro fotografico pubblicato dall&#8217;Amministrazione comunale e finanziato da CMB, in occasione dell&#8217;inaugurazione della nuova scuola primaria di Magreta. Il ricavato di 1.000 euro &#232; stato donato interamente alla scuola di Malozhin per il miglioramento della strumentazione didattica.
La delegazione ha inoltre partecipato, lo scorso 26 aprile, alle celebrazioni in occasione dell&#8217;anniversario del disastro nucleare di Chernobyl che si sono tenute a Braghin, una delle province pi&#249; colpite dalla contaminazione radioattiva. Durante la cerimonia, molto apprezzato &#232; stato l&#8217;intervento del Vicesindaco Vastola che ha parlato ad una vasta platea composta dalle autorit&#224; civili e militari della provincia e da migliaia di cittadini accorsi per ricordare gli eroici pompieri che sacrificarono la loro vita dopo l&#8217;esplosione nucleare.
La delegazione modenese &#232; stata ricevuta dal Vicesindaco della provincia di Braghin Anna Bobriusk che ha ringraziato l&#8217;associazione per il lavoro che da anni porta avanti in aiuto ai bambini bielorussi e ha sottolineato come fosse molto significativa la presenza del Vicesindaco di Formigine che ha consentito di allacciare rapporti di amicizia e di reciproca conoscenza tra le due comunit&#224;. Infine, Antonietta Vastola ha regalato alla collega di Braghin copie del libro sulla scuola di Magreta e una copia del volume sul Castello di Formigine.
&#200; ancora possibile partecipare alla campagna di solidariet&#224; per la scuola di Braghin acquistando le copie del libro &#8220;Ricreazione&#8221;, direttamente dall&#8217;Associazione Chernobyl (tel. tel. 331 1239270, www.assochernobyl.it)]]></description>
<pubDate><![CDATA[07/05/2012]]></pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli ospedali modenesi riducono gli infermieri]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/04/notizie/riduzione_infermieri_ospedali_modenesi-129922.html]]></link>
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<description><![CDATA[La denuncia è stata fatta dalla Fp/Cgil. Nella giornata di ieri, attraverso una nota la Fp/Cgil ha denunciato la situazione che sta accadendo nei Servizi Sanitari Territoriali e negli Ospedali modenesi, dove l'azienda USL ha preferito tagliare l'assistenza sanitaria anziché le spese inutili.
Questo quanto viene segnalato nella nota: “Oggi veniamo a sapere che per affrontare il calo delle risorse per l’anno in corso, la soluzione aziendale prevede la cancellazione di una quarantina di posti lavoro dedicati al personale infermieristico previsti in pianta organica, cercando pure di dimostrare che, così facendo, le dotazioni organiche saranno ugualmente in equilibrio.
Non si tratta di veri licenziamenti, imputabili alle manovre del Governo Monti, ma sicuramente di una vera e importante riduzione dell’occupazione nella nostra Provincia.
Una decisione gravissima che va ben oltre l’atteggiamento antisindacale a cui si espone l’Azienda per aver violato le regole contrattuali, secondo le quali, queste operazioni devono passare dal tavolo di trattativa, mentre la nostra preoccupazione è rivolta innanzitutto alla tenuta dei servizi, al mantenimento della loro sicurezza e della qualità delle prestazioni rese ai cittadini.
Allo stesso modo pensiamo ai lavoratori che da tempo si trovano a dover affrontare carichi di lavoro molto pesanti e per questo non capiamo come potranno farsi carico di un ulteriore aumento delle attività, aumento che fra l’altro arriva poco prima del periodo estivo.
Un periodo che notoriamente presenta qualche difficoltà in più per i cittadini, ma anche per i lavoratori, che restano in servizio con organici ridotti all’osso e con una tale decisione aziendale la situazione potrà soltanto peggiorare.
Attualmente in diversi reparti ospedalieri i turni del personale superano le 42 ore settimanali.
Per coprire le assenze del personale infermieristico, sia quelle dovute alle solite carenze, sia quelle legate alle ferie estive, dal mese di maggio e per tutta l’estate, l’Azienda ricorrerà a personale proveniente da Agenzie di lavoro Interinale.
Pensiamo che ci siano fondati dubbi sulla possibilità che questi lavoratori possano inserirsi con rapidità nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali senza aver conosciuto la realtà lavorativa, senza un periodo di affiancamento, che appunto nel periodo estivo risulta alquanto improbabile, e sopratutto senza avere il tempo di conoscere i pazienti ricoverati.
In conseguenza di tutto ciò il rischio di andare incontro a riduzioni di posti letto e di minori prestazioni offerte, fino alla chiusura di interi servizi, diventa perciò molto più alto che nel recente passato.
Eppure esistono altre soluzioni, utili anche dal punto di vista della spesa, ricordando che si tratta pur sempre di soldi pubblici, perché è noto che gli infermieri somministrati costeranno di più per esempio rispetto ad assunzioni a tempo determinato”.
L’Azienda USL, nonostante le numerose sollecitazioni sindacali, ha scelto di non dotarsi degli strumenti indispensabili per affrontare le emergenze e la copertura dei posti vacanti.
Infatti soltanto nei giorni scorsi ha fatto uscire un unico bando di concorso per incarichi a tempo determinato che però produrrà i suoi effetti, soltanto al termine del periodo estivo.
Da questa azione tardiva restano comunque fuori tutte le altre figure dedicate all’assistenza, come gli operatori socio sanitari, gli autisti di ambulanza, le ostetriche, i tecnici di radiologia e i fisioterapisti.
La FP/CGIL ha chiesto e continuerà a proporre di aprire immediatamente la discussione sul tavolo di trattativa per ottenere l’assunzione di tutto il personale necessario, soprattutto per impedire che l’uso di personale con rapporto di lavoro tipicamente temporaneo sia utilizzato per coprire posti a tempo indeterminato.
Naturalmente dal nostro punto di vista la soluzione definitiva del problema deve passare attraverso un Piano di Assunzioni triennale, così come indicato dal Contratto Nazionale di Lavoro, che proponendo una corretta programmazione, garantisca un adeguato indice di sostituzione di tutto il personale dedicato all’assistenza, in ogni periodo dell’anno.
Continueremo ad informare l’opinione pubblica – conclude la nota del Sindacato - ogni qualvolta individueremo nelle scelte aziendali azioni che possono impoverire l’offerta sanitaria del nostro territorio, anche se confidiamo nella possibilità che la Direzione modifichi al più presto le proprie posizioni.]]></description>
<pubDate><![CDATA[04/05/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Modena, 489 candidati per un posto a Ostetricia]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/05/01/notizie/489_candidati_per_un_posto_a_ostetricia-129856.html]]></link>
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<description><![CDATA[Inizialmente dovevano essere 750. 489 candidati, sui 750 attesi, si sono presentati nella mattinata di ieri al Policlinico di Modena per sostenere la prova scritta per diventare Collaboratore Professionale Sanitario Ostetrica cat. D dall'Azienda Ospedaliero-Universitario di Modena.
Forse molti hanno desistito a causa della tanto agguerrita concorrenza.
La prova pratica è prevista il 23 maggio 2012 e gli orali cominceranno il 6 giugno 2012. La graduatoria resterà in vigore tre anni.
Sull’edizione cartacea dettagli sulla prima giornata di esami.]]></description>
<pubDate><![CDATA[01/05/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Centro Diabetologico Carpi, Leoni(PDL): &#8220;La Regione conferma chiusura del servizio prelievi&#8221;]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/04/30/notizie/chiusura_centro_diabetologico_carpi-129854.html]]></link>
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<description><![CDATA[Andrea Leoni: &#8220;Da maggio forti disagi per i pazienti. Continua la destrutturazione di servizi essenziali e dell'ospedale&#8221;. "Con un&#8217;incredibile arrampicata sugli specchi, per potere spacciare come positiva una cosa che non lo &#232; affatto, l'Assessore regionale alla Sanit&#224; Lusenti ha confermato, in risposta ad una mia specifica interrogazione, che la chiusura del centro prelievi presso il centro diabetologico dell'ospedale di Carpi sar&#224; definitiva dal mese di maggio. I soggetti diabetici che, in virt&#249; della loro patologia, avevano a disposizione un unico centro, gli ambulatori per i prelievi e delle visite, saranno obbligati a recarsi in sedi distaccate sul territorio per effettuare i prelievi e per avere i servizi che prima avevano a disposizione in un unico luogo. Oltre a questo oggettivo danno si aggiunge la beffa di chi, dalla Regione, tenta di spacciare tutto questo come un vantaggio ed una innovazione positiva, frutto di un'analisi ponderata di un&#8217;apposita commissione. Per noi di positivo nello smembrare un servizio che da anni rispondeva alle particolari esigenze dei soggetti diabetici, c'&#232; ben poco. Dobbiamo tristemente prendere atto che la logica del Pal e della presunta riorganizzazione, dietro la quale si nasconde una destrutturazione, della sanit&#224; provinciale, ha fatto un altra vittima".
 
Ad affermarlo &#232; il Consigliere regionale del PdL e componente della Commissione regionale Sanit&#224;, Andrea Leoni, commentando la risposta dell'Assessore regionale alla Sanit&#224; Lusenti all'interrogazione con la quale lo stesso consigliere chiedeva, nel marzo scorso, spiegazioni sul trasferimento dell'ambulatorio prelievi per i soggetti diabetici.

"L'esecuzione del prelievo ematico per il monitoraggio della patologia dei pazienti in carico al servizio diabetologico - si legge dal testo della risposta - sar&#224; demandato, dal prossimo mese di maggio, ai punti prelievi del distretto di Carpi. A questa disagevole ed irrevocabile soluzione - afferma Leoni - se ne aggiunge purtroppo un&#8217;altra. La Regione conferma che la dismissione dell'attivit&#224; di prelievo dei centri diabetologici sar&#224; applicata in tutta la provincia di Modena, con buona pace degli utenti pazienti che in questi mesi si sono opposti e che da subito dovranno subire le conseguenze di scelte sbagliate frutto solo dei tagli imposti da Regione e dal Pal al quale, anche e soprattutto per questi motivi, continuer&#242; convintamente ad oppormi".]]></description>
<pubDate><![CDATA[30/04/2012]]></pubDate>
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<title><![CDATA[Ausl in stallo in attesa del nuovo direttore generale]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/04/13/notizie/ausl_modena_dimissioni_giuseppe_caroli-129545.html]]></link>
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<description><![CDATA['Le dimissioni di Giuseppe Caroli hanno generato un clima di incertezza'. Le dimissioni del direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Giuseppe Caroli, e l’attesa per la nomina del suo successore hanno generato un clima di incertezza che non giova alla sanità modenese. Lo afferma la Cisl di Modena, che chiede alla Regione di prendere al più presto le decisioni che le competono per sbloccare la situazione e cominciare ad applicare il Pal (Piano attuativo locale). «Caroli ha annunciato le sue dimissioni il 10 marzo scorso e da allora l’Azienda Usl di Modena è, se non paralizzata, certamente in fase di stallo – dichiara Domenico Pacchioni, responsabile delle politiche sanitarie per la segreteria provinciale della Cisl – È comprensibile che il direttore generale uscente non voglia prendere impegni che non potrà rispettare o che potrebbero non essere condivisi dal nuovo direttore generale. Tuttavia questa incertezza sul futuro si sta diffondendo a tutti i livelli dell’azienda e sta impedendo di fatto l’attuazione del Pal. A differenza dell’Azienda Policlinico, dove il nuovo direttore – al quale auguriamo buon lavoro - ha già cominciato a mettere le mani sui dossier più delicati, la mancanza di una guida ha costretto l’Azienda Usl a un pit-stop forzato. Non possiamo permetterci che le due aziende sanitarie del territorio viaggino a due velocità. Questa indeterminatezza, tra l’altro, non fa bene ai lavoratori dell’Ausl e rischia di penalizzare anche la qualità dei servizi erogati ai cittadini, soprattutto se fosse confermata l’ipotesi di difficoltà di bilancio». Pacchioni non vuole partecipare al “toto nomine”, né esprimere giudizi a priori sui nomi – e relativi curricula - che circolano per la scrivania di via S. Giovanni del Cantone; per la Cisl l’importante è decidere in fretta – ma bene - e accelerare il passaggio di consegne tra Caroli e il suo successore. «Ricordiamoci che il Pal dovrebbe, in teoria, programmare i servizi sanitari nel periodo 2011-2013, quindi siamo già in ritardo – sottolinea Pacchioni – Aspettare fino alla fine di maggio, cioè alla data in cui Caroli se ne andrà, significa perdere altro tempo prezioso e non possiamo permettercelo. Pertanto chiediamo alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria di sollecitare la Regione affinché nomini al più presto il nuovo direttore generale dell’Azienda Usl e – conclude il responsabile delle politiche sanitarie per la segreteria provinciale della Cisl – proceda al suo insediamento».]]></description>
<pubDate><![CDATA[13/04/2012]]></pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nonantola: Cup chiuso fino al 19 aprile per ristrutturazione]]></title>
<link><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/04/10/notizie/aprile_chiuso_cup_nonantola_ristrutturazione-129485.html]]></link>
<guid><![CDATA[http://www.mo24.it/sanita/2012/04/10/notizie/aprile_chiuso_cup_nonantola_ristrutturazione-129485.html]]></guid>
<description><![CDATA[. Si protrarranno fino al 19 aprile i lavori di 
ristrutturazione alla struttura sanitaria di Nonantola (viale Rimembranze, 10). 
Gli sportelli Cup/Saub, quindi, resteranno ancora chiusi in questo periodo. La 
direzione del distretto sanitario di Castelfranco Emilia, per ridurre i disagi, 
ha ampliato gli orari di apertura degli sportelli Cup/Saub di Bomporto (P.zza 
Matteotti, 34/b) che saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.45, 
il sabato dalle 8.30 alle 12.00, mentre gli sportelli Cup/Saub di Castelfranco 
(piazzale Grazia Deledda) saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 
13.15, il giovedì dalle 15.00 alle 18.00, il sabato 8.30 alle 
12.00.
Per quanto riguarda la prenotazione di visite ed 
esami è possibile anche utilizzare il call center “Teleprenota” dell’Azienda USL 
di Modena (848 800 640 da telefono fisso e 059 202 5050 da cellulare). Il 
servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00, il sabato dalle 
8.00 alle 13.00. E’ possibile, inoltre, effettuare prenotazioni recandosi in 
farmacia.
Per il periodo indicato, nella struttura di Nonantola 
non sarà possibile pagare il ticket, né saranno fornite prestazioni Saub (ad 
esempio, scelta e revoca del medico di famiglia). Continuerà invece ad essere 
attivo il centro prelievi. La consegna dei referti avverrà il martedì, il 
giovedì e il sabato, dalle 11.00 alle 12.30, nella stanza di accettazione 
prelievi al primo piano.
La direzione del distretto sanitario di Castelfranco 
Emilia si scusa per gli inevitabili disagi.]]></description>
<pubDate><![CDATA[10/04/2012]]></pubDate>
</item>
</channel>
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