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SANITA
06/01/2017 04:12:52

Intervento della Regione in merito al forte incremento delle vaccinazioni contro la meningite

“Non esiste nessun allarme in Regione”

Mo24 - sanita - intervento della regione in merito al forte incremento delle vaccinazioni contro la meningite “non esiste nessun allarme in regione”
In seguito al continuo incremento delle vaccinazioni che si stanno registrando in tutta la Regione, l'Assessorato alla Salute della Emilia-Romagna ha voluto chiarire l'attuale situazione cercando di togliere dubbi e preoccupazioni.
L'assessorato segnala: “Non c'è in Italia, tantomeno in Emilia-Romagna, un allarme meningite. Solo in alcune aree della Toscana si registra, dal 2015, un aumento dei casi da meningococco C. È questa la ragione per cui la Regione Toscana sta offrendo la vaccinazione a larghe fasce della popolazione. Si tratta, però, di una strategia vaccinale che ha motivo di essere adottata solo in Toscana”.
“Invitiamo i cittadini a non farsi prendere dalla psicosi della vaccinazione last minute”. “La misura più efficace per contrastarne la diffusione resta la prevenzione attraverso la vaccinazione, ma rispettando i tempi, il calendario vaccinale e le indicazioni sui soggetti e sulle fasce di età da vaccinare”.
“La Regione, fra le prime in Italia, ha iniziato a vaccinare contro il meningococco C nel 2006 proponendo la vaccinazione ai bimbi al 13/o-15/o mese di età e agli adolescenti. Nel corso del 2017, anno in cui si completerà la vaccinazione degli adolescenti con la chiamata dei nati nel 2004, si raggiungerà la copertura vaccinale completa di tutti i nati dal 1990 in poi. Il meningococco di tipo C da sempre colpisce principalmente i bambini più piccoli e gli adolescenti e le strategie vaccinali nazionali e regionali prevedono l'offerta attiva e gratuita della vaccinazione a bambini e adolescenti, proprio per proteggere le fasce di età più a rischio”.
“Inoltre i portatori sani del meningococco, che sostengono la trasmissione del batterio, sono più frequenti fra gli adolescenti/giovani (nell'età 10-20 anni) e solo raggiungendo una copertura molto elevata in questa fascia di età si può ottenere l'interruzione della catena di contagio. Le elevate coperture vaccinali raggiunte (nel 2015: 87,4% nei bambini di un anno, 82,9% negli adolescenti) hanno consentito finora una buona protezione della nostra popolazione. Ma è importante migliorare ulteriormente le coperture vaccinali in queste fasce di età; si tratta di una strategia mirata, che agisce dove è utile per interrompere la circolazione del batterio. Inoltre, dal 2015 viene offerta una seconda dose di rinforzo agli adolescenti che hanno fatto la prima dose nell'infanzia per conseguire una maggiore protezione”.
“Il verificarsi di casi sporadici di meningite C non devono portare a una irrazionale corsa al vaccino; in particolare gli adulti e gli anziani devono eseguire la vaccinazione contro il meningococco C solo in presenza di fattori di rischio, quali ad esempio determinate patologie croniche che comportano deficit immunitario (mancanza o malfunzionamento della milza, gravi emoglobinopatie, uso di anticorpi monoclonali ecc.) o il fatto di recarsi in maniera continuativa in Toscana per motivi di lavoro o studio. Viceversa, per gli anziani sono raccomandate la vaccinazione anti-influenzale e anti-pneumococco, malattie che possono colpirli molto più della meningite da meningococco”.


  
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CARLO MUZZARELLI
sicuramente le attività svolte vanno nella giusta direzione, purtroppo però il fenomeno non è regredito, anzi, i numeri sono in aumento
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