Nella giornata di giovedì è arrivata la condanna all’ergastolo per Vittorio Miani.
La sentenza è stata emessa dalla Corte d’assise di Reggio non ha avuto dubbi e in nemmeno due ore di camera di consiglio ha ritenuto il pensionato 74enne sassolese l’assassino dell’imprenditore ceramico Franco Gatti.
La corte nella sentenza ha considerato l’aggravante della premeditazione, inoltre sono state confermate le accuse di occultamento di cadavere, il porto abusivo d’arma e incendio doloso dell’auto della vittima.
Per quanto riguarda la famiglia Gatti (la moglie Giordana Notari, le figlie Elisabetta e Daniela) è stata riconosciuta una provvisionale complessiva di 270mila euro rimandando poi in sede civile il versante del risarcimento-danni.
Sulla sentenza si è espressa la moglie della vittima, segnalando: “È stata fatta giustizia perché mio marito, poverino, non se la meritava una morte simile.
A Miani non voglio proprio dire nulla: si era intestardito contro mio marito, a lui non pesa certo d’avere ucciso Franco, per lui contano solo i soldi.
E dire che Franco moralmente si sentiva in debito con Miani per quella vicenda societaria, lo voleva pagare appena possibile, ma lui l’ha ammazzato...”.
Gli avvocati difensori di Miani hanno segnalato: “È una sentenza inaspettata.
Faremo appello”.